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Iniziamo da ciò che è palese: lo scenario. Il Knowledge Management (KM) è una tipica disciplina del post moderno. Della società dell’informazione. In cui il rischio per le organizzazioni, produttrici di quantità sempre più elevate di dati e informazioni, è quello di ritrovarsi impelagate in un tipico trade off da information overload in cui, per dirla con Jean Baudrillard, “l’inflazione delle informazioni produce deflazione di senso”. Ed è proprio in tale scenario che è andata via via emergendo una nuova priorità per le organizzazioni complesse: riuscire ad usufruire di sistemi informativi in grado di selezionare ed estrarre, da una montagna di dati disponibili, “nuclei” (rilevanti) di informazione da consegnare ai decision makers aziendali (siano essi esseri umani o macchine), in modo da renderli in grado di orientare, in positivo, la loro attività di scelta. |
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