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Le inchieste giornalistiche sugli avvenuti furti non hanno purtroppo evidenziato il vero motivo della scomparsa di ben un quarto del totale delle biciclette disponibili in meno di un mese dal passaggio del servizio ad Atac. La questione è banale e lineare: Atac non chiede deposito cauzionale in cambio della smartcard consegnata per prelevare le biciclette. Il precedente amministratore del servizio, la società spagnola Cemusa, ma comunque tutti i gestori di bike-sharing al mondo (Clear Channel a Milano, Decaux a Parigi), chiedono accesso alla carta di credito dell'utente il quale, se non riconsegna la biciclette entro le 24 ore, si vede in automatico addebitato l'importo di 250€ di penale a risarcimento della bicicletta stessa. |
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